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L’amorevolezza verso di sé..

..non è un privilegio, ma una scelta quotidiana


E' la prima volta che registro anche la lettura di un mio articolo.

L'ho fatto perchè credo che le parole, quando hanno una voce, diventino più vive.

E' un modo per essere più vicine, anche a distanza.

Puoi leggerlo o ascoltarlo.


Articolo blog Feb_26

Questo mese per me è stato un mese di rispolvero.

Ho ripreso i roller dopo otto anni che non li toccavo, ho iniziato a fare puzzle.

E senza accorgermene, ho iniziato anche a guardarmi dentro in modo diverso.

Ci sono momenti in cui mi sento proprio così:

davanti a un puzzle.

Tutti i pezzi sono lì, sul tavolo, davanti ai miei occhi, eppure non riesco a vedere l’immagine.

Li guardo.

Li giro.

Li sposto.

Poi mi stanco.

Lascio lì tutto.

Vado a fare altro.

E quando torno, dopo una pausa…magicamente, i pezzi si incastrano.

Come se prima non mancasse qualcosa fuori ma dentro.


Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; l'immagine rappresenta  Sara Quieti in primo piano seduta ai bordi di un marciapiede che indossa dei roller
Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; l'immagine rappresenta Sara Quieti in primo piano seduta ai bordi di un marciapiede che indossa dei roller

Quando i puntini iniziano a unirsi

È esattamente quello che mi sta succedendo anche nella vita.

Un insieme di “coincidenze” — anche se non credo alle coincidenze —

mi ha portata a rispolverare concetti studiati nel mio percorso per diventare Life Coach.

Tra l’essere assistente in un corso, le letture, gli appunti ripresi in mano, le riflessioni…

ho iniziato a unire dei puntini, non tutti, abbastanza da vedere una direzione.

E la cosa più bella è stata rendermi conto che non stavo scoprendo cose nuove.

Stavo ricordando.


Un momento in cui non vedevo niente

Ci sono stati periodi, non tanto tempo fa, in cui mi sentivo completamente persa.

Studiavo, facevo corsi, mi formavo, aiutavo altre donne

E dentro pensavo:“Ma io… dove sto andando?”

Avevo la sensazione di avere mille strumenti e nessuna direzione.

Come avere una stanza piena di chiavi senza sapere quale apre la mia porta.

E allora facevo quello che facciamo in tante: aggiungevo.

Un altro corso, un altro libro, un altro obiettivo, un altro “devo”.

Ma non era quello che mi mancava, mancava ascoltarmi.


Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; l'immagine rappresenta  Sara Quieti è seduta su una panchina in un parco con il suo diario di journaling pronta per mettere su carta questo articolo
Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; l'immagine rappresenta Sara Quieti è seduta su una panchina in un parco con il suo diario di journaling pronta per mettere su carta questo articolo

Il coraggio di fermarmi davvero

La svolta è arrivata quando mi sono fermata sul serio, non per una sera,non per un weekend.

Per scelta.

Ho iniziato a osservare, a stare nel flusso senza scervellarmi(se si può dire) sul capire, capire, capire!

E lì sono emerse risposte scomode, vere. Ho visto che molte cose le avevo già dentro, “solo” non mi ero presa il tempo, lo spazio e “solo” non avevo la certezza di averle.


La chiave non è fuori

Spesso pensiamo di dover capire dal fuori, che qualcuno ci debba spiegare, dimostrare, confermare, come se la chiave fosse da imparare altrove.

In realtà la chiave è già dentro di noi, solo che va prima sentita, poi vista e se serve… accompagnata alla luce.

E sì, chiedere aiuto è prezioso, non per “darci” qualcosa, per aiutarci a riconoscere ciò che già abbiamo


Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; l'immagine rappresenta  il puzzle non ancora finito che Sara sta componendo. Il puzzle rappresenta una scena ambientata a Venezia.
Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; l'immagine rappresenta il puzzle non ancora finito che Sara sta componendo. Il puzzle rappresenta una scena ambientata a Venezia.

I pezzi ci sono già

Questo cambio di prospettiva l’ho appreso osservandomi nel fare il puzzle (che non ho ancora terminato). Non vedo l’immagine, l’intuito dell’unione dei pezzi, non trovo tutti i pezzi e allora con pazienza e accettando di non vedere, mi stacco, faccio una pausa e quando torno magicamente in pochi minuti compongo; e i pezzi li avevo già trovati, erano li davanti ai miei occhi, dove li avevo lasciati.

Così noi abbiamo già tutto dentro, abbiamo già il nostro dono, abbiamo già i pezzi del puzzle, ma pensiamo che arriveranno “dopo” con l’età, con le esperienze, con i successi.

Invece no.

Sono già lì.

Vanno osservati, illuminati, tenuti… spolverati.


Quando non li vediamo

Non li vediamo perché sono in disordine, magari perché siamo stanche, sovraccariche.

Piene di rumore, perchè? Perché ci chiediamo troppo e ci ascoltiamo poco.

Ed è lì che entra in gioco il fermarsi, il rallentare, il tornare a sé, come con il puzzle: solo quando smetti di forzare, l’immagine emerge.


Se ti riconosci in queste parole

Se in questo momento ti senti confusa, bloccata, in transizione…forse non ti manca niente.

Forse hai solo bisogno di spazio per vedere le chiavi che hai già in mano.

Con gentilezza.

Senza giudizio.

Al tuo ritmo.


Sara


Articolo blog Feb_26

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