Non è la paura che ti blocca
- saraquieti
- 30 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Un passaggio sottile tra restare fermi e iniziare a muoversi davvero

Da qualche mese sto facendo un lavoro su di me che mi sta mettendo davanti a tante paure. Quelle che pensavo di aver già superato, quelle che non sapevo nemmeno di avere.
E la cosa che mi ha colpito di più è questa: spesso non è la paura che ci blocca, è la paura di provare quella paura.
Non è la reazione, è quello che immaginiamo di sentire
La paura, in sé, è naturale: serve, ci protegge, ci segnala qualcosa.
Quello che facciamo, quasi sempre, invece è evitarla.
Non facciamo una cosa per paura di quello che potremmo provare, non tanto per l’azione in sé, ma per la sensazione che immaginiamo dopo.
Il disagio.
Il senso di inadeguatezza.
La possibilità di fallire.
E così evitiamo, non perché non vogliamo davvero quella cosa,ma perché non vogliamo attraversare quello che ci farebbe sentire.
Quando qualcosa che sembrava impossibile inizia a muoversi
Negli ultimi mesi mi sono osservata tanto e mi sono resa conto di quanto, fino a poco tempo fa, ci fossero cose che nella mia testa erano semplicemente impossibili.
Una di queste era l’idea di vivere vicino al mare.
A dicembre, anche solo immaginarlo, mi faceva sentire quasi stupida, come se stessi pensando a qualcosa fuori dalla mia portata.
Poi è arrivato il viaggio a Palma, non per caso.
Lì ho iniziato a fare una cosa molto semplice: osservare.
Osservare i miei pensieri, le mie reazioni, le convinzioni che continuavano a contraddirsi nelle mie azioni quotidiane.

Stare nel mezzo è la parte più scomoda
Non è stato facile perché ti trovi in mezzo.
Da una parte c'è quello che desideri; dall’altra tutto quello che hai sempre pensato fosse “la realtà”.
E stare lì, in mezzo, è scomodo!
Ma è anche il punto in cui qualcosa si muove.
Oggi, a distanza di qualche mese, posso dire che ho preso una decisione: tornerò su quell’isola; non perché ho tutto chiaro, non perché non ho più paura; perché ho smesso di aspettare di non averne.
Il dolore conosciuto sembra più sicuro
Qualche giorno dopo essere tornata, mi sono ritrovata in una conversazione che mi ha fatto riflettere ancora di più su questo.
Stavo parlando con una persona e, mentre cercavo di spiegare quanto sia importante rimettersi in gioco, mi sono accorta di una cosa.
A volte restiamo dove stiamo, anche se stiamo male, non perché sia la scelta migliore…ma perché ci sembra meno spaventosa di quello che potrebbe esserci fuori.
Come se il dolore conosciuto fosse più “sicuro” dell’incertezza.
Lì ho visto chiaramente questa dinamica: non è la situazione in sé che ci tiene fermi, è la paura di quello che potremmo sentire uscendo da lì.
L'illusione del "si è sempre fatto così"
Quanto è difficile uscire da quello che abbiamo sempre considerato normale?
Quale è il motivo per cui sentiamo il bisogno di rendere ogni scelta definitiva?
Come se non potessimo semplicemente provare, cambiare, cadere, ripartire.
L’illusione non è credere di poter realizzare qualcosa che oggi sembra lontano. L’illusione è credere che tutto debba rimanere com’è.
Da dove si riparte davvero?
Forse il punto non è eliminare la paura, ma iniziare a starci dentro abbastanza da poter fare, anche solo, un piccolo passo; da lì, lasciare che qualcosa si muova.
Negli ultimi mesi mi sto accorgendo che questo è un punto molto più comune di quello che pensiamo. Cambia la storia, cambia il contesto ma la dinamica è sempre la stessa.
Per questo, negli spazi che creo, anche nella mia newsletter, sto iniziando ad andare più in profondità su questi temi. Non solo per parlarne, per iniziare davvero a guidarli senza evitarli
Se senti che questo è un punto anche tuo, puoi iscriverti alla newsletter, che uscirà una volta al mese, ed è lì che continuo questo tipo di riflessioni.
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Con amore,
Sara



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