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Tre giorni di silenzio e meditazione in Thailandia

Tre giorni di silenzio, meditazione e ascolto in un tempio thailandese. Un viaggio interiore per ritrovare calma, lucidità e connessione profonda.

Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; Sara Quieti si trova in Thailandia a Pa Pae ad un ritiro con monaci buddisti, è seduta su una panca sospesa e appoggiata ad un tavolino sospeso nel vuoto che mira la natura e scrive questo articolo di blog.
Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; Sara Quieti si trova in Thailandia a Pa Pae ad un ritiro con monaci buddisti, è seduta su una panca sospesa e appoggiata ad un tavolino sospeso nel vuoto che mira la natura e scrive questo articolo di blog.

Sono qui, seduta su un tavolo sospeso all’altezza del sottotetto. Piove, il suono della pioggia, il fresco e la vegetazione che mi circonda mi rilassano. Sono stati tre giorni rigeneranti.

Essere lontana da distrazioni come i social, il telefono, le email, la TV, le serie Netflix, i messaggi dei gruppi WhatsApp, le relazioni in generale… È stato profondamente rigenerante trovarmi isolata in uno spazio di apparente scarsità, dove l’abbondanza era tutta nella natura.

Mi sono data il permesso di riposare senza sensi di colpa, di fermare tutto: la mente, il lavoro, il mio nuovo progetto, alcuni pensieri che mi portavo dall’Italia.

Questa scarsità — stare in uno stanzino di legno con un materassino piccolo e duro (che ho trovato comunque comodo), senza alcun oggetto se non nel mio zainetto — mi ha fatto bene. Indossare vestiti bianchi, che mi davano una sensazione di pulizia interna, è stato di grande aiuto.


Per evolvere ho bisogno di confrontarmi, studiare, apprendere nuovi processi e stimolarmi. Ma c’è un tempo necessario per restare in uno spazio dove né lo spazio né il tempo hanno più un ruolo. L’unico interesse era partecipare alle meditazioni e regolarsi con l’alba, il suono dei galli e il tramonto.

Mi era già capitato di fermarmi, ma mai di fermare davvero la mente dai concetti, dalle idee, dalla creatività. Non sono nel pieno di un progetto avviato, né in una fase di vendita attiva. Avrei potuto alimentare la creatività, ma ho scelto di restare e togliere.

Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; l'immagine è della stanza dove Sara Quieti ha dormito nel ritiro dai monaci buddisti a Pa Pae in Thailandia. E' una stanza fatta di legno, con due lettini e un materasso basso, una tenda per coprirsi dalla luce. La stanza non ha quadri è completamente spoglia e si trova in una casa sospesa dal piano terra da una scala di legno.
Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; l'immagine è della stanza dove Sara Quieti ha dormito nel ritiro dai monaci buddisti a Pa Pae in Thailandia. E' una stanza fatta di legno, con due lettini e un materasso basso, una tenda per coprirsi dalla luce. La stanza non ha quadri è completamente spoglia e si trova in una casa sospesa dal piano terra da una scala di legno.

Per i monaci, meditare significa portare maggiore presenza nella vita. Non pensare, concentrarsi su un mantra o su un oggetto, portarlo alla mente: tutto questo conduce al rilassamento. Il corpo e la mente si rigenerano. Nella calma generata dalla meditazione si ha un’energia diversa per affrontare tutto, per osservare le situazioni in modo neutro, senza essere sopraffatti dalle emozioni.

La meditazione neutralizza tutto.


In questo viaggio ho compreso quanto sto bene con me stessa. Ho voluto stare nel silenzio perché avevo già la mia compagnia: me stessa. È stata una conferma, un modo per segnare un passaggio interiore.

Otto anni fa sono caduta in una depressione, e con me stessa non stavo bene. Vedevo tutto in negativo, non mi piacevo, notavo solo i miei difetti, mi sentivo vittima di un sistema familiare. Ho fatto vari percorsi, tra cui psicoterapia, e grazie alla mia curiosità e al desiderio di benessere, ho imparato a stare con me.

Anni fa non mi sarei mai concessa una situazione così, per la troppa paura di restare sola. Per chi fosse curiosa, consiglio questa esperienza in solitaria, senza amici né partner. Perché? Perché ho osservato cosa succede intorno e credo che vivere quest’esperienza in coppia o in gruppo, pur essendo positivo, non permetta un ascolto pieno di sé, una connessione autentica con la propria interiorità, priva di condizionamenti.

Tutto ciò che i monaci o il buddhismo dicono sugli effetti della meditazione, io l’ho vissuto in questo retreat: pulizia interna che porta pulizia esterna, gestione diversa delle situazioni, lucidità nel vedere avvenimenti che prima non capivo, senso di pace e tranquillità per affrontare situazioni complesse. L’ho vissuto sulla mia pelle.

Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; l'immagine è scattata da Sara che è in fila con i monaci buddisti e altri partecipanti del ritiro a Pa Pae in Thailandia. I partecipanti sono vestiti di bianco e i monaci indossano il loro capo arancione, stanno andando nel villaggio a benedire le case e ricevere le offerte, un percorso di circa un'ora in mezzo alla natura di Pa Pae.
Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; l'immagine è scattata da Sara che è in fila con i monaci buddisti e altri partecipanti del ritiro a Pa Pae in Thailandia. I partecipanti sono vestiti di bianco e i monaci indossano il loro capo arancione, stanno andando nel villaggio a benedire le case e ricevere le offerte, un percorso di circa un'ora in mezzo alla natura di Pa Pae.

Per farvi capire quanto potente sia stato, vi racconto qualcosa di molto personale. Alcuni sanno che ho un bistrò da quattro anni, un vecchio sogno condiviso con la mia socia. Abbiamo deciso di farlo evolvere attraverso il passaggio ad altri proprietari, quindi metterlo in vendita.

L’anno scorso una trattativa importante, seguita per sei mesi, è saltata a un mese dalla firma, lasciandoci già con nuovi progetti avviati. Due settimane prima di questo viaggio, una coppia seria, motivata e con disponibilità economica si è detta interessata. Abbiamo avuto un primo incontro senza accordo, ma con la volontà di rivederci una settimana dopo per analizzare le proposte. Tutto sembrava andare bene… fino a venerdì, il giorno prima della mia partenza.

Il cliente chiama, cambia approccio, confonde i termini dell’accordo. Annulliamo l’incontro. Poche ore dopo arriva la chiamata della commercialista con l’importo delle tasse da pagare. Questa parte era attesa, ma non l’importo. Chi ha la partita IVA sa bene cosa significa, soprattutto ad agosto.

Il mio umore, inizialmente proiettato verso il viaggio, è stato travolto da pensieri e preoccupazioni. Il mio stato fisico, uno dei motivi per cui stiamo vendendo, ha risentito della tensione. Mi sono alzata sabato per prendere il volo con l’umore a pezzi. Le frasi del giorno prima continuavano a ronzare nella mente. Ho accettato quello stato e lasciato che il tempo facesse il suo corso.


Sono arrivata in Thailandia senza aspettative. Ho salutato Simo, preparato lo zaino e raggiunto il luogo di meditazione. Indossato i vestiti bianchi, mi sono sistemata nella mia stanza: pareti spoglie di legno, un piccolo materasso, nessun oggetto.

Dopo un sonnellino pomeridiano, ho letto le istruzioni e sono andata al tempio per la prima meditazione. Pensavo di non riuscire a concentrarmi, invece ho trovato una calma profonda. Finita la meditazione, ho passeggiato nel buio, in silenzio, fino alla mia camera. Ho chiuso gli occhi e dormito.

Per i tre giorni seguenti la routine è stata questa: sveglia alle 5, meditazione, accompagnamento ai monaci per le offerte, colazione, meditazione, pranzo, meditazione, riposo, meditazione e a letto presto.


In quei tre giorni non ho pensato alla mia vita reale, né al progetto, né alle emozioni che avevo prima. Solo meditazione e riposo. E nonostante il tanto tempo libero, non ho ceduto alla solita abitudine di pensare, progettare, risolvere. Ho scelto di non curare quei pensieri. Non lì. Non in quello spazio.

Non ho ancora le risposte, ma ho uno spazio di calma interiore che mi dice che le troverò. Se non si è ancora realizzato qualcosa, un motivo c’è. Il tempo lo rivelerà.

Voglio restare in questo stato di neutralità, perché prima non ero lucida e in quei momenti è meglio non prendere decisioni.

Ho deciso di inserire ogni due o tre mesi un weekend di azzeramento. Una cancellazione totale da tutto ciò che mi circonda, per riconnettermi alla mia integrità. Ora più che mai voglio meditare con consapevolezza, con strumenti più precisi.

Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; Sara Quieti è seduta a meditare all'esterno della sua stanza con vestiti bianchi, si trova in Thailandia a Pa Pae in un ritiro da monaci buddisti
Sara Quieti, fondatrice di Onda Gipsy, un progetto che accompagna le donne a riconnettersi con cerchi, mentoring e retreat; Sara Quieti è seduta a meditare all'esterno della sua stanza con vestiti bianchi, si trova in Thailandia a Pa Pae in un ritiro da monaci buddisti

Vi è mai capitato di ritagliarvi del tempo per estraniarvi da tutto, cancellare ogni pensiero, e stare sole con voi stesse?

Come vi ha fatto sentire?

Quali sono le paure o le convinzioni che emergono?

Se hai piacere di condividerle lascia un commento o scrivimi una email, ti leggo con gratitudine.

Una nota: non ho parlato della fatica di stare con le gambe incrociate o del cibo semplice e povero perché, per me, non è stato un problema. Il corpo si è adattato, anche le ginocchia, che inizialmente sentivano un po’ di dolore.


Il segreto per affrontare il disagio di una novità è tutto nell’atteggiamento. Se lo accogliamo con uno spirito di nutrimento, cambia tutto.


A presto Sara

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